23/08/2011

Ontopsicologia e Antonio Meneghetti: setta riconosciuta dalle Nazioni Unite?!?!?!

Nel civilissimo occidente, il termine santone è usato in senso spregiativo e sta ad indicare una “persona dotata di carisma che opera nell'ambito di sette e simili”. Allora ci risiamo...! Voglio dire, mica è un appellativo che si può usare così...Mica puoi dare ad Antonio Meneghetti del santone così! Prima bisogna provare che c'è una setta: cioè, un' “associazione caratterizzata da distinzione o separazione ideologica nei confronti di una dottrina”. Ma qui, nel caso dell'ontopsicologia, siccome non c'è in partenza una dottrina, non ci può essere neanche “separazione ideologica”. Oppure per definire setta ci dev'essere una “società segreta”: niente da fare anche in questo caso. Nessuna società segreta come invece descritta in Occulto Italia. L'Ontopsicologia è un NGO riconosciuta dall'ONU!!!

E allora? Ragazzi, andiamoci piano con le parole: mica si può dare del santone a tutti, così, anche a uno che una setta non ce l'ha..! 

03/02/2011

Intelligenze al femminile: Greta Garbo

Greta Garbo (1905-1990) era un’attrice che amava e difendeva la propria privacy con una grande determinazione. Durante le riprese non ammetteva nessuno sul set, a parte le persone assolutamente indispensabili. Un giorno un dirigente della Metro-Goldwyn Mayer (che ha prodotto i suoi più famosi film) invitò alcuni amici a vedere la sua famosa star. La Garbo si oppose ma lui rispose che non poteva lasciarli fuori dal set. “Bene”, rispose lei, “li faccia entrare. E io me ne andrò a casa”. In una delle rarissime interviste concesse, Greta Garbo dichiarò alla scrittrice Rilla Page Palmborg: “Se mi sento osservata mi sembra di essere una sciocca donna che fa le smorfie davanti all’obiettivo e viene distrutta ogni illusione, si rompe l’incantesimo della scena che sto vivendo”.

Ed è proprio alla “Divina” che Antonio Meneghetti, nel suo ultimo libro “6 donne e l’immacolata concezione”, dedica un capitolo. “Greta Garbo è la performance del cinema. (…) Mentre è commessa in un grande magazzino viene scoperta dal regista svedese Erik Petschler (1881-1945) il quale sarà il suo reale mentore, il suo pigmalione. La Garbo ha avuto questo consigliere fidato, segreto, che muore nel 1945, già malato e anziano. Le aveva dato precisi consigli di carattere esistenziale, più che professionale, che Greta Garbo ha sempre seguito. Lui l’ha avviata, l’ha data ad altri registi, non l’ha posseduta solo per sé. Quando si conosce una creatura geniale, bella, bisogna aiutarla se lo permette, formarla e poi bisogna lanciarla, deve volare, non può imputridire. I grandi maestri fanno così. Tutte le grandi donne riuscite avevano un segreto maestro di cui si fidavano e Greta Garbo ha avuto sempre lui.”

28/10/2010

Saper servire

Quella del saper servire è un’arte. Il concetto di servire non deve essere associato esclusivamente al mestiere della ristorazione, come verrebbe spontaneo pensare. Serve colui che ha un business e fornisce un bene o un servizio all’altro. Saper fornire il bene oppure il servizio significa saper servire. Non si tratta di servilismo in cui avviene la mortificazione o la sottomissione di uno a vantaggio dell’altro, come nel caso dello schiavo e del padrone, bensì si tratta di amare e credere in ciò che si fa e fare di tutto perché l’altro ne possa godere appieno, apprezzando la funzionalità e la bellezza di quel bene o di quel servizio. Non è importante avere la merce migliore, afferma il Meneghetti nel testo La psicologia del leader, ma avere garbo e squisitezza nel servire il cliente: si deve onorare la persona che viene a comperare. Entrando in un negozio ad esempio, non è difficile indovinare chi dei presenti sia il titolare e chi il dipendente. Lo si capisce non tanto dall’abbigliamento (che nel caso di un panificio ad esempio potrebbe essere per tutti una semplice divisa bianca) quanto piuttosto dall’atteggiamento e dalla mentalità.