03/02/2011

Intelligenze al femminile: Greta Garbo

Greta Garbo (1905-1990) era un’attrice che amava e difendeva la propria privacy con una grande determinazione. Durante le riprese non ammetteva nessuno sul set, a parte le persone assolutamente indispensabili. Un giorno un dirigente della Metro-Goldwyn Mayer (che ha prodotto i suoi più famosi film) invitò alcuni amici a vedere la sua famosa star. La Garbo si oppose ma lui rispose che non poteva lasciarli fuori dal set. “Bene”, rispose lei, “li faccia entrare. E io me ne andrò a casa”. In una delle rarissime interviste concesse, Greta Garbo dichiarò alla scrittrice Rilla Page Palmborg: “Se mi sento osservata mi sembra di essere una sciocca donna che fa le smorfie davanti all’obiettivo e viene distrutta ogni illusione, si rompe l’incantesimo della scena che sto vivendo”.

Ed è proprio alla “Divina” che Antonio Meneghetti, nel suo ultimo libro “6 donne e l’immacolata concezione”, dedica un capitolo. “Greta Garbo è la performance del cinema. (…) Mentre è commessa in un grande magazzino viene scoperta dal regista svedese Erik Petschler (1881-1945) il quale sarà il suo reale mentore, il suo pigmalione. La Garbo ha avuto questo consigliere fidato, segreto, che muore nel 1945, già malato e anziano. Le aveva dato precisi consigli di carattere esistenziale, più che professionale, che Greta Garbo ha sempre seguito. Lui l’ha avviata, l’ha data ad altri registi, non l’ha posseduta solo per sé. Quando si conosce una creatura geniale, bella, bisogna aiutarla se lo permette, formarla e poi bisogna lanciarla, deve volare, non può imputridire. I grandi maestri fanno così. Tutte le grandi donne riuscite avevano un segreto maestro di cui si fidavano e Greta Garbo ha avuto sempre lui.”

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